Popolazione:
10.300 - Livello sul mare: m. 38 - Superficie terr.: Kmq.
22,30 - Distanza da Lecce: Km 5,5.
E’
ormai accertato e archeologicamente provato che sull’area
di precedente insediamento indigeno dell’età del
Bronzo (sec X ca.a.C. sorse e sviluppò un importante
centro messapico, il quale raggiunse il suo apogeo nel
sec.VI a.C. con un grandioso impianto urbanistico; ma
intorno al 470 a.C. la città, il cui nome è
rimasto sconosciuto, cessò di esistere, molto probabilmente
distrutta dai Greci di Taranto.
Nel corso della dominazione romana e durante l’occupazione
bizantina, a ridosso dell’antico abitato, verso sud, sorse
il primitivo nucleo dell’attuale paese di Cavallino.
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| Intorno
all'anno 1300, il casale di Cavallino, che era incorporato
nella Contea di Lecce, era sotto la signoria dei baroni
de Nhoa; nel 1327 venne in possesso del casato dei Castromediano
e per 480 anni dovette sottostare agli statuti, ai soprusi,
ai tributi dei propri marchesi feudatari. Finalmente, nel
1806, abolito il regime feudale, il paesotto,1.600 abitanti,
divenne libero Comune. Tra i suoi figli sono da ricordare:
Giuseppe De Rinaldis, esimio giure-consulto e presidente
del Tribunale di Lecce; Sigismondo Castromediano, illustre
patriota del Risorgimento; Giuseppe De Dominicis, il maggiore
poeta in lingua leccese.
Prof.
Antonio Garrisi
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SIGISMONDO
CASTROMEDIANO
cittadino
di Cavallino - patriota del Risorgimento
| Sigismondo
Castromediano, figlio di Domenico II e di Anna Teresa
Balsamo, donna di elette virtù, nacque a Cavallino
il 20 gennaio del 1811 al tempo di re Gioacchino Murat.
Nel 1848, regnando Ferdinando II di Borbone, fu segretario
del Circolo Patriottico Salentino e, per soli dieci
giorni, aderì alla Giovane Italia di Giuseppe Mazzini.
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| Accusato
di cospirazione contro la monarchia borbonica, fu
incarcerato il 29 ottobre 1848 insieme con altri trentacinque
imputati politici; due anni dopo venne condannato
a trent'anni di carcere duro e rinchiuso nelle galere
di Procida, Montefusco, Montesarchio,Nisida e Ischia.
Nove anni dopo Ferdinando II gli commutò la pena del
carcere con l'esilio in America; ma Sigismondo riuscì
di raggiungere la Gran Bretagna (1859). Lo stesso
anno si trasferì in Piemonte, a Torino, ancora per
poco capitale del regno di Sardegna retto da re Vittorio
Emanuele II di Savoia. [...] Rientrato a Cavallino,
Sigismondo Castromediano, il quale aveva abbracciato
la causa piemonteista e ardentemente desiderava l'annessione
nel regno di Vittorio Emanuele II, era in ansiosa
attesa per paura che Garibaldi, nel frattempo raggiunto
Napoli da Giuseppe Mazzini, desse una diversa soluzione
alla questione meridionale. [...] Nel
1861 dovendosi votare ancora per eleggere i rappresentanti
alla Camera dei Deputati, Sigismondo Castromediano
si presentò candidato nel collegio di Campi Salentina
e risultò eletto deputato al I° Parlamento Italiano.
La
dinastia dei Castromediano si estingue
Scaduto il mandato parlamentare, nelle successive
elezioni politiche del 1865 Sigismondo Castromediano
non venne rieletto deputato (al suo posto andò Beniamino
Rossi di Caprarica), perciò si ritirò a Cavallino,
suo paese natio, nel suo appartamento del palazzo
ormai derubato e spogliato dei mobili, delle suppellettili,
dei tappeti, degli arazzi e dei preziosi cimeli, e
lì trascorse il resto della vita in dignitosa povertà,
dedito allo studio e impegnato nella stesura delle
"Memorie", tra il rispetto e l'ossequio
dei buoni compaesani. [...] Sigismondo Castromediano
fu colto dalla morte il 26 agosto 1895, all'età di
ottantaquattro anni, e le sue spoglie furono riposte
nell'edicola di famiglia nel cimitero di Cavallino,
dove tuttora si conservano.
Sigismondo, pur amando, riamando, una graziosa ragazza
torinese, non si era mai deciso a prendere moglie;
morì senza lasciare eredi diretti e con lui, dunque,
si estinse l'antico casato dei Castromediano di Limburg,
per circa mezzo millennio signori di Cavallino.
"Cavallino
attraverso i secoli"
di
Antonio Garrisi |
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