GIUSEPPE DE DOMINICIS "il maggiore poeta in lingua leccese"

Benchè sia vissuto soltanto 35 anni (dal 1869 al 1905), lasciò una notevole produzione poetica tale da superare quella di parecchi altri poeti dialettali. [...]    Ebbe della poesia quella visione d’arte che hanno veramente gli spiriti privilegiati; i suoi lavori - dai maggiori ai più umili di proporzioni, per esempio, dai "Martiri d’Otrantu" alle figurine, alle macchiette - hanno tutti una quadratura di disegno e di proporzioni che rivelano l’artista vero. Egli ebbe la visione netta e chiara di qualunque scena della vita, entro la quale il Poeta fissa e dipinge i personaggi e gli accessori con la sicurezza della mano maestra.

(dipinto di M. Palumbo)


[...] Il De Dominicis, firmò sin dal principio le sue poesie con lo pseudonimo Capitano Black.

[...] Nel 1890 egli ebbe ufficialmente il battesimo di Poeta Dialettale, in Lecce, dopo una brillante lettura dei suoi versi ch’egli tenne nell’Associazione Giusti, che com’è noto, era costituita da un’accolta di letterati e di cultori ed amatori delle lettere, delle scienze e delle arti.

[...] La mattina del 15 maggio alle ore 9,30, d’un tratto, sorpreso da una paralisi cardiaca, Peppino De Dominicis si spegneva quasi improvvisamente, quando più promettenti di carezze e di trionfi gli sorrideva la gloria.

                                                                   Francesco D’Elia

"Le poesie del Capitano Black"
Congedo Editore-1976

 

   

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